Analisi Percorso Vuelta a España 2025: una cronometro individuale, una a squadre, pochissima pianura e salite per tutti i gusti

Il menù della Vuelta a España 2025 non si discosta da quello delle precedenti edizioni. Gli organizzatori hanno disegnato un tracciato che sarà scandito da tanti arrivi in salita e da tappe tendenzialmente di media lunghezza, dato che si andrà oltre i 200 chilometri, di poco, solo in due occasioni. Con caratteristiche varie per quel che riguarda pendenze e lunghezza delle salite, i traguardi punteranno verso l’alto in ben 11 occasioni; aggiungendoci due cronometro, una a squadre e una individuale, rimarranno davvero ben poche occasioni per i velocisti che avranno deciso di inserire il Grande Giro spagnolo nel loro programma. In tutto, fra sabato 23 agosto e domenica 14 settembre, i chilometri da percorrere saranno 3.189,8, con 53.814 metri di dislivello positivo complessivo.

Percorso Vuelta a España 2025

Giro di Spagna sì, ma la partenza sarà in Italia. La prima tappa si snoderà da Torino, con la Reggia di Venaria a fare da prestigiosa cornice, e andrà a concludersi a Novara, dopo 186,1 chilometri. La “preda” di giornata, sotto di forma di vittoria di tappa e di conseguente Maglia Rossa, non dovrebbe sfuggire ai velocisti presenti: il tracciato è infatti abbastanza tranquillo, con il solo GPM di La Serra (6,4 km al 5,3%) a innervosire l’altimetria, a più di 100 chilometri dal traguardo. Dopo qualche saliscendi, che porterà il gruppo fino alla sponda occidentale del Lago Maggiore, la strada andrà decisamente in direzione sud e sarà sempre in leggera e costante discesa.

Le cose cambieranno radicalmente già all’indomani, quando andrà in scena una classica frazione “unipuerto”. Partenza da Alba, lunghissima sezione pianeggiante, passando per Cuneo e Borgo San Dalmazzo, e poi impennata conclusiva, verso l’arrivo posto a Limone Piemonte. La salita ufficiale misura in tutto 9,8 chilometri e prevede il 5,1% di pendenza media: la parte più dura è quella finale, con gli ultimi 2000 metri che vanno su con gradienti fino al 10%. Arrivo in salita anche per la terza frazione, l’ultima tutta italiana: si prenderà il via da San Maurizio Canavese e si pedalerà per un totale di 134,6 chilometri: in mezzo la salita di Issiglio (5,5 km al 6,5%) e un altro paio di contrafforti abbastanza insidiosi, come quello di Corio, non categorizzati come GPM. Il finale, come detto, è in salita, anche se i numeri non sembrano tagliare del tutto fuori i corridori più veloci: a Ceres si giungerà infatti percorrendo un’ascesa di 2600 metri, con pendenza media del 3,6%.

La quarta tappa porterà i corridori dall’Italia alla Francia, scavalcando le Alpi e proponendo il chilometraggio maggiore di tutta la corsa, 206,7 chilometri. Il via sarà dato a Susa, da dove i corridori inizieranno subito a salire: prima ci sarà la salita verso Exilles (5,6 km al 5,6%), che sarà di fatto l’antipasto di quella, più lunga, verso il Monginevro (8,3 km al 6,1%). Una volta scollinato, si sarà in Francia, dove si affronterà la breve discesa verso Briançon e dove si riprenderà a salire, prima gradualmente e poi in maniera più netta, verso i 2059 metri di altitudine del Col du Lautaret (13,8 km al 4,3%). Assorbito anche questo GPM, posto a 130 chilometri dalla conclusione, sarà praticamente tutta discesa fino all’arrivo, fatta eccezione per uno strappetto posizionato nei pressi di Grenoble e per gli ultimissimi chilometri, che tenderanno leggermente a salire fino al traguardo di Voiron.

Un trasferimento di quasi 500 chilometri, da effettuarsi in poche ore, porterà la carovana sul suolo spagnolo senza giorni di riposo. La quinta tappa si svolgerà infatti all’indomani e sarà la cronosquadre di Figueres, sulle sponde mediterranee della Costa Brava. In tutto 24,1 chilometri di sola pianura, con i corridori che dovranno quindi concentrarsi nello sviluppare le massime velocità possibili e nel porre attenzione nell’affrontare le varie curve che caratterizzano il tracciato. Dalla costa mediterranea ai Pirenei nell’arco di poche ore: la sesta tappa prenderà il via da Olot per concludersi a Pal, località nei confini del Principato di Andorra. I 170,3 chilometri previsti porteranno con loro un dislivello positivo complessivo di 3475 metri: il primo GPM, la Collada de Sentigosa (11,4 km al 4,1%) è posto proprio in avvio e sarà seguito dalla lunghissima salita della Collada de Toses (24,3 km al 3,5%). Un altrettanto lungo tratto di discesa porterà poi i corridori a sconfinare ad Andorra, dove la strada riprenderà a salire: ci sarà da affrontare prima l’Alto de la Comella (4,2 km all’8%), sulla cui vetta saranno posti anche i secondi di abbuono, e poi l’ascesa conclusiva, contraddistinta da una pendenza media del 6,3% lungo 9,6 chilometri.

La settima frazione sarà un vero e proprio tappone pirenaico, lungo 188 chilometri. Ci si muoverà da Andorra la Vella, capitale del Principato, dopo pochissimi chilometri si rientrerà su suolo spagnolo e si comincerà subito a salire, verso il Port del Cantó (24,7 km al 4,4%), che verrà completato al km 37,9. Ripida discesa, settore in valle e seconda impennata di giornata per andare a scalare il Puerto de la Creu de Perves (5,7 km al 6,3%), posizionato poco oltre la boa di metà gara. Breve tratto di respiro, una decina di chilometri di falsopiano positivo e via al terzo GPM del giorno, quello che porterà in cima al Coll de L’Espina (7,1 km al 5,5%), valido anche traguardo volante con abbuoni. Non è finita: altra discesa, altro falsopiano e ultima fatica, la salita verso la stazione sciistica di Cerler (12,1 km al 5,8%), nel territorio circondariale di Huesca.

Dopo tante salite, l’ottava frazione rappresenterà un po’ di quiete, almeno altimetrica, per i corridori. Partenza da Monzón Templario, 162 chilometri senza alcun GPM, appena appena nervosetti nella parte iniziale e un arrivo a Zaragoza che sazierà finalmente gli appetiti dei velocisti. Prima del riposo a Pamplona ci sarà però ancora da salire: la tappa numero 9 partirà da Alfaro e si concluderà alla Estación de Esquí de Valdezcaray, che sarà arrivo in salita e che sarà anche l’unico Gran premio della Montagna della giornata: l’ascesa conclusiva misura 13,2 chilometri con una pendenza media del 5% e punte del 12% nella parte iniziale. Trascorsa la prima giornata senza tappe, si ripartirà dal Parque de la Naturaleza Sendaviva e si affronterà un’altra giornata contraddistinta da un arrivo in salita. Dopo un centinaio di chilometri mediamente tranquilli ci sarà da mandar giù il GPM dell’Alto de las Coronas (8,3 km al 4,4%), ai -48 dall’arrivo. Breve discesa, lungo tratto in leggera ascesa e poi impennata finale verso El Ferial Larra Belagua, salita di 9,4 km al 6,3% di pendenza media.

Per superare la boa di metà Vuelta, gli organizzatori propongono una frazione a dir poco esplosiva, con partenza e arrivo a Bilbao: non ci saranno salite lunghe, ma i 157,4 chilometri di gara saranno caratterizzati da ben 3185 metri di dislivello, per quella che è la classica giornata “senza un metro di pianura” sulle strade dei Paesi Baschi. In tutto i GPM saranno 7: il primo, dopo 5000 metri, sarà l’Alto de Laukiz (3,9 km al 4,7%), seguito dall’Alto de Sollube (7,2 km al 4,2%). Al km 58,9 inizierà poi l’ascesa al Balcon de Bizkaia (4,3 km al 5,4%), seguito a breve distanza dall’Alto de Morga (8,2 km al 3,5%) e, poco dopo, dall’Alto del Vivero (4,2 km all’8,3%). Dopo 119 chilometri si passerà una prima volta dal traguardo e da lì si affronterà un anello di poco meno di 39 chilometri in cui troveranno posto una seconda ascesa all’Alto del Vivero e lo strappo dell’Alto de Pike (2,3 km all’8.9%), già visto nella prima tappa del Tour de France 2023, sulla cui cima ci saranno anche gli abbuoni del traguardo volante. A quel punto, all’arrivo mancheranno poco meno di 8 chilometri, da raggiungere in discesa.

La tappa numero 12 muoverà da Laredo e si snoderà lungo un percorso tendenzialmente tranquillo, lungo 144,9 chilometri e punteggiato però da due GPM di Seconda categoria. Il primo cadrà al km 41,4 e sarà il Puerto de Alisas (8,6 km al 5,8%), cui seguirà un lungo tratto intermedio pianeggiante, fatta eccezione per un paio di strappetti. Il secondo sarà invece la Collada de Brenes (7 km al 7,9%), salita che si conclude a poco più di 22 chilometri dall’arrivo di Los Corrales de Buelna, che porta con sé anche i secondi di abbuono del traguardo volante in cima e che potrebbe rappresentare terreno ideale per qualche attacco a sorpresa. Ben diverso il menù della tappa numero 13: si parte da Cabezón de la Sal e si percorrono 120 chilometri tutti pianeggianti. Quel che resta dei 202,7 chilometri sarà però molto complicato, a partire dall’Alto La Mozqueta (6,3 km all’8,4%), salita di Prima categoria che sarà seguita da una sua “pari grado”, l’Alto del Cordal (5,5 km all’8,8%), sulla cui vetta saranno a disposizione secondi di abbuono. Una rapida discesa porta poi all’appuntamento con una delle salite più dure mai affrontate dal ciclismo internazionale, il temuto Angliru: i chilometri da percorrere prima del traguardo saranno 12,4, la pendenza media del 9,7%, numero però “sporcato” dagli ultimi metri, in discesa. Dai -6 ai -500 metri all’arrivo, infatti, la pendenza non scende mai sotto la doppia cifra e in più punti va anche oltre il 20%.

Ancora salita, anche per la tappa 14: partenza da Avilés, una sessantina di chilometri abbastanza tranquilli e poi un primo strappo, quello de L’Alto Tenebreo (5,8 km al 6,5%). Nell’ultima parte di gara, poi, i corridori dovranno scalare il Puerto de San Lorenzo (10,1 km all’8,5%), una delle ascese più dure di tutta la Vuelta; dopo la successiva discesa, ci sarà poi la temibile salita de La Farrapona, da percorrere fino ai Lagos de Somiedo, dove si concluderà la tappa. La salita finale misura 16,9 chilometri, con una pendenza media del 5,9%: gli ultimi 6 chilometri sono però costantemente sopra l’8%. La seconda settimana piena di corsa si concluderà con una tappa classificata di “media montagna”, lunga 167,9 chilometri. Le difficoltà altimetriche saranno concentrate nella prima metà, tanto che un GPM di Prima categoria, il Puerto a Garganta (16,5 km al 5,1%) inizierà proprio in corrispondenza del km zero, posto nell’abitato di Vegadeo. Seguirà una sezione molto nervosa, che anticiperà l’ascesa all’Alto de Barbeitos (11,9 km al 3,9%). Da lì si resterà in quota, intorno agli 800 metri, per una quarantina di chilometri; poi, una dolce discesa metterà i corridori in direzione di Monforte de Lemos, sede di arrivo. Attenzione, però, a un paio di strappi non categorizzati, posizionati a poco più di 20 chilometri dal traguardo.

Dopo il secondo giorno di riposo, trascorso a Pontevedra, si ripartirà da Poio, sempre in Galizia per affrontare un’altra giornata di media montagna. Se la prima parte dei 167,9 chilometri in programma sarà tutto sommato abbastanza pedalabile, sebbene comunque un po’ ondulata, con l’Alto de San Antoñino (9 km al 4%) si aprirà una seconda metà senza più quasi un metro di pianura, a partire soprattutto dall’Alto de Groba (11,3 km al 5,4%), scollinato a poco meno di 60 chilometri dalla conclusione. Un paio di saliscendi non categorizzati porteranno poi ai piedi dell’Alto de Prado (4,3 km all’8,9%), in cima al quale ci saranno gli abbuoni che potrebbero quindi invogliare qualcuno ad attaccare e magari anticipare, dato che poi ci sarà discesa (spezzata da un breve strappo) fino ai piedi della salita finale di Castro de Herville (8,2 km al 5,2%, max. 16%), nel comune di Mos, ennesimo arrivo all’insù di questa Vuelta. Il successivo lo si affronterà 24 ore più tardi, al termine dei 143,2 chilometri da che porteranno il gruppo da O Barco de Valdeorras a Ponferrada, una giornata che prima dell’ascesa conclusiva dell’Alto de El Morredero (8,8 km al 9,7%, max. 16%) non offrirà altre grosse difficoltà a eccezione di qualche saliscendi e del GPM del Paso de las Traviesas (7,8 km al 4,1%), posto a metà tappa.

La frazione numero 18 sarà un altro momento cruciale di questa edizione del GT spagnolo dato che si affronterà la seconda e ultima cronometro, l’unica individuale. Una prova decisamente adatta agli specialisti delle lancette considerato che i 27,2 chilometri in programma sulle strade di Valladolid saranno totalmente pianeggianti (a eccezione di un brevissimo zampellotto nei primi chilometri), con una prima parte nella quale bisognerà anche dimostrare abilità nella guida del mezzo vista la presenza di numerose curve. Buon parte del tracciato sarà tuttavia formato da lunghi rettilinei che permetteranno di sviluppare alte velocità e favoriranno quegli uomini di classifica forti a crono, che potrebbero così guadagnare terreno sugli scalatori puri. I big avranno la poi possibilità di tirare un po’ il fiato con una delle frazioni più semplici in programma, la Rueda – Guijuelo, che in 161,9 chilometri non proporrà neppure un GPM, anche se il terreno non sarà mai davvero pianeggiante. In ogni caso, l’esito più probabile rimane quello della volata, con l’arrivo che non sarà comunque semplice dato che negli ultimi 4000 metri la strada salirà leggermente.

A decidere chi si porterà a casa la Maglia Rossa sarà quindi la penultima tappa, probabilmente la più impegnativa di questa edizione visti i cinque GPM in programma e i 4226 metri di dislivello. Si partirà da Robledo de Chavela e subito si affronteranno in rapida successione le ascese dell’Alto de La Escondida (9 km al 4,1%) e del Puerto de La Paradilla (5,8 km al 5,4%), seguite dopo un tratto di fondovalle dall’Alto del León (7 km al 7,3%). Dopo una quarantina di chilometri di altopiano si scalerà quindi per la prima volta il Puerto de Navacerrada (6,9 km al 7,6%, max. 11%), in cima al quale ci saranno anche gli abbuoni, tornando poi ad affrontare la medesima salita, ma dal versante opposto, dopo la successiva discesa e un breve anello di fondovalle attorno alla località di Navacerrada. In cima, però, si aggiungeranno altri 3200 metri di strada per raggiungere il traguardo della Bola del Mundo e il punto più alto della corsa (2251 metri), per un totale di 12,3 chilometri di salita all’8,6% e punta del 20% proprio negli ultimi 3,2 chilometri, dove le pendenze saranno sempre in doppia cifra. Sarà questo lo scenario dell’ultimo scontro tra gli uomini di classifica dato che per la frazione finale verrà riproposta la passerella di Madrid, particolarmente ambita dai velocisti che dovrebbero disputarsi quest’ultimo traguardo al termine dei 111,6 chilometri in provenienza da Alalpardo.

Tappe Vuelta a España 2025

# Giorno KM Tipo Tappa Dislivello
1 23/08 186,1 Pianura Torino / Reggia di Venaria – Novara 1337 m
2 24/08 159,6 Pianura con arrivo in salita Alba – Limone Piemonte 1884 m
3 25/08 134,6 Media montagna San Maurizio Canavese – Ceres 1996 m
4 26/08 206,7 Media montagna Susa – Voiron 2919 m
5 27/08 24,1 Cronometro a squadre Figueres – Figueres 86 m
6 28/08 170,3 Montagna Olot – Pal (Andorra) 3475 m
7 29/08 188 Montagna Andorra la Vella – Cerler / Huesca la Magia 4211 m
8 30/08 163,5 Pianura Monzón Templario – Zaragoza 1236 m
9 31/08 195,5 Collina con arrivo in salita Alfaro – Estación de Esquí de Valdezcaray 3311 m
01/09 Riposo a Pamplona  
10 02/09 175,3 Pianura con arrivo in salita Parque de la Naturaleza Sendaviva – El Ferial Larra Belagua 3082 m
11 03/09 157,4 Media montagna Bilbao – Bilbao 3185 m
12 04/09 144,9 Media montagna Laredo – Los Corrales de Buelna 2393 m
13 05/09 202,7 Montagna Cabezón de la Sal – L’Angliru 3964 m
14 06/09 135,9 Montagna Avilés – La Farrapona / Lagos de Somiedo 3805 m
15 07/09 167,8 Media montagna A Veiga / Veigadeo – Monforte de Lemos 3287 m
08/09 Riposo a Pontevedra  
16 09/09 167,9 Media montagna Poio – Mos / Castro de Herville 3472 m
17 10/09 143,2 Media montagna O Barco de Valdeorras – Alto de El Morredero / Ponferrada 3371 m
18 11/09 27,2 Cronometro individuale Valladolid – Valladolid 140 m
19 12/09 161,9 Pianura Rueda – Guijuelo 1517 m
20 13/09 165,6 Montagna Robledo de Chavela – Bola del Mundo / Puerto de Navacerrada 4226 m
21 14/09 111,6 Pianura Alalpardo – Madrid 917 m
TOTALE 3.189,8 km 53.814 m

Altimetrie e Planimetrie Vuelta a España 2025

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